La mostra

Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari


Varallo | Vercelli | Novara
24 marzo - 1 luglio 2018
fino al 16 settembre 2018 a Varallo

La mostra allestita a Varallo, Vercelli e Novara è stata l’occasione per scoprire la grandezza di un maestro assoluto del Rinascimento dal linguaggio semplice, teatrale e devozionale, contraddistinto da una forte emotività religiosa capace di raccontare e far capire il messaggio ecclesiale con uno stile inconfondibile e che ha lasciato sul territorio piemontese la parte più importante della sua produzione artistica. Considerato il maggiore esponente della scuola pittorica piemontese del Cinquecento, Gaudenzio si distingue per lo stile originalissimo e raffinato, frutto non solo della sua formazione in Lombardia ma anche in Italia centrale, culla delle nuove correnti rinascimentali.

Varallo - La meglio gioventù
Nelle sale del Palazzo dei Musei è stato presentato l’inizio della carriera di Gaudenzio: dalla metà degli anni Novanta del Quattrocento alla metà degli anni Venti del Cinquecento. Si va dalle più antiche testimonianze del complesso francescano del Sacro Monte alle primizie di Gaudenzio, le cui tracce si avvertono nella Cappella del Sepolcro della Vergine, qui ricostruita. Si vedono poi i grandi polittici realizzati per Vercelli e Varallo. Gaudenzio passa dalla lezione astratta e cerebrale del Bramantino, combinata alla rappresentazione dei moti dell’animo di Leonardo, a una cultura ancora più complessa, aggiornata sul Perugino e sulla Roma delle grottesche.

Vercelli - Quella che chiamano la maturità
La mostra è stata ospitata in Arca, all’interno di San Marco. Per questa chiesa agostiniana, il 2 dicembre 1530, Gaudenzio riceve l’incarico di eseguire un’ancona e la decorazione di una cappella, oggi perduta. A Vercelli il pittore risiede almeno dal 1529, quando si impegna a realizzare la pala per San Cristoforo: la contrada dove abitava e la chiesa che conterrà i suoi capolavori, conclusi nel 1534. In questa sezione si può ammirare l’Adorazione del Bambino con un vescovo (Giovanni Angelo Arcimboldi?), proveniente da Sarasota. Per la prima volta si vedranno insieme un cartone (dello storico nucleo all’Albertina di Torino) preparatorio e il relativo dipinto (ora a Budapest) a confronto come fossero nella bottega di Gaudenzio.

Novara - Rimettersi in gioco
Nel Broletto di Novara sono andati in scena gli ultimi dieci anni di vita di Gaudenzio, quelli che avrebbero dovuto essere di personale trionfo. Tra la marea montante del Manierismo, sulla piazza di Milano dove si avvicendano artisti forestieri che si contendono le commissioni più prestigiose, Gaudenzio cerca di adeguarsi ai gusti del momento: complica le scene e ingigantisce le figure. Le pale per San Celso, o quelle estreme di San Giorgio al Palazzo e Santa Maria della Passione (il «Cenacolo bellissimo» ricordato anche da Giorgio Vasari) stanno a dimostrare lo sforzo di mettersi in gioco da vecchio.